Recupero crediti in Romania: come abbiamo recuperato 20.000 € da una debitrice fuggita all’estero

Nel recupero crediti internazionale capita spesso che il debitore, una volta maturato il debito, decida di trasferirsi all’estero convinto che il creditore non intraprenderà azioni legali oltre i confini nazionali.

È una convinzione piuttosto diffusa, ma nella pratica non sempre funziona.

In questo articolo raccontiamo un caso reale di recupero crediti in Romania gestito dal nostro team, concluso con il recupero del 70% del credito vantato oltre alle spese sostenute.

Per ragioni di riservatezza alcuni dettagli sono stati omessi o modificati, ma la dinamica del caso è reale.

Il problema: una debitrice che lascia l’Italia e torna in Romania

Una società nostra cliente vantava un credito di circa 20.000 euro nei confronti di una cittadina rumena che aveva lavorato in Italia.

La debitrice aveva sottoscritto regolari contratti e ricevuto prestazioni documentate da fatture. Dopo un primo periodo di pagamento regolare, ha però smesso completamente di adempiere alle proprie obbligazioni.

Poco dopo ha deciso di rientrare nel proprio Paese di origine, la Romania, interrompendo di fatto ogni contatto con il creditore.

Dal punto di vista del creditore la situazione sembrava complicata:

  • la debitrice non risultava più residente in Italia;
  • non vi erano beni immediatamente aggredibili sul territorio italiano;
  • il credito rischiava di rimanere inesigibile.

Il primo passo: ottenere un decreto ingiuntivo in Italia

La società creditrice disponeva di tutta la documentazione necessaria:

  • contratto sottoscritto;
  • fatture emesse;
  • documentazione delle prestazioni svolte.

Sulla base di questi elementi è stato possibile ottenere dal tribunale italiano competente un decreto ingiuntivo.

Tuttavia il problema principale rimaneva: la debitrice si trovava ormai stabilmente in Romania e non possedeva beni pignorabili in Italia.

Il decreto ingiuntivo, pur essendo valido, rischiava quindi di restare una decisione senza esecuzione concreta.

L’indagine patrimoniale: verificare la reale residenza della debitrice

Prima di intraprendere azioni internazionali abbiamo suggerito al cliente di effettuare una indagine preliminare.

L’obiettivo era verificare se la debitrice si fosse realmente trasferita in Romania e se esistessero beni aggredibili nel Paese.

L’indagine ha confermato che:

  • la debitrice era effettivamente tornata in Romania;
  • risiedeva nella propria città natale;
  • abitava in un immobile di sua proprietà.

Questo elemento ha cambiato completamente la prospettiva del recupero crediti.

La strategia legale: applicare il Regolamento UE 1215/2012 (Bruxelles I-bis)

Per procedere all’esecuzione all’estero abbiamo applicato il Regolamento UE 1215/2012, noto anche come Bruxelles I-bis.

Questo regolamento disciplina il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni giudiziarie tra Stati membri dell’Unione Europea.

Il principio fondamentale è molto importante per i creditori:

Una decisione giudiziaria emessa in uno Stato membro è automaticamente riconosciuta negli altri Stati UE.

Nel nostro caso è stato quindi necessario richiedere al tribunale italiano che aveva emesso il decreto:

  • la copia autentica del decreto ingiuntivo;
  • il certificato previsto dall’articolo 53 del Regolamento UE 1215/2012.

Con questi documenti è possibile avviare la procedura esecutiva nello Stato membro in cui si trova il debitore.

L’esecuzione in Romania: coinvolgimento di un esecutore locale

Una volta ottenuta tutta la documentazione, abbiamo attivato i nostri professionisti fiduciari in Romania.

Nel sistema rumeno le esecuzioni vengono gestite da esecutori giudiziari privati autorizzati dalle Corti di Appello.

Attraverso il nostro network locale:

  • il decreto ingiuntivo italiano è stato riconosciuto secondo la normativa rumena;
  • è stata avviata la procedura esecutiva sull’immobile della debitrice.

A questo punto la situazione ha iniziato a cambiare.

L’opposizione della debitrice

La debitrice ha tentato di bloccare l’esecuzione presentando opposizione.

La contestazione riguardava presunti profili di tardività dell’azione rispetto alla normativa applicabile.

La difesa è stata gestita dai nostri avvocati partner in Romania, che fanno parte della nostra rete di professionisti internazionali.

Il tribunale rumeno ha respinto l’opposizione e ha consentito di proseguire con la procedura esecutiva sull’immobile.

La stima dell’immobile e l’avvio dell’esecuzione

Superata la fase giudiziale, è stata avviata la procedura esecutiva vera e propria.

Un tecnico incaricato ha effettuato la stima dell’immobile della debitrice, passaggio necessario per procedere con l’esecuzione.

A questo punto la debitrice si è trovata di fronte a una situazione molto concreta:

  • procedura esecutiva attiva;
  • immobile pignorabile;
  • possibilità reale di vendita forzata.

La svolta: la debitrice chiede di negoziare

Quando l’esecuzione ha iniziato a produrre effetti concreti, la debitrice ha deciso di contattarci per avviare una trattativa.

In passato aveva già proposto negoziazioni informali che si erano rivelate solo tentativi di prendere tempo.

Questa volta la situazione era diversa: la procedura esecutiva era ormai avanzata.

Il risultato finale: recuperato il 70% del credito

La trattativa si è conclusa con un accordo che ha permesso al nostro cliente di recuperare:

  • il 70% del credito originario;
  • le principali spese sostenute.

Il pagamento è avvenuto immediatamente, consentendo di chiudere la procedura con piena soddisfazione del creditore.

Un risultato particolarmente significativo se si considera che inizialmente il debitore sembrava completamente irraggiungibile.

Cosa insegna questo caso di recupero crediti internazionale

Questo caso dimostra che anche quando un debitore si trasferisce all’estero, il recupero del credito può essere ancora possibile.

Gli strumenti giuridici europei e una corretta strategia investigativa e legale permettono spesso di individuare soluzioni efficaci.

Naturalmente ogni situazione deve essere valutata caso per caso.

Se ti trovi in una situazione simile e vuoi capire quali possibilità esistono per recuperare un credito all’estero, puoi richiedere una consulenza.

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Domande frequenti

È possibile recuperare un credito se il debitore si trasferisce all’estero?

Sì. In molti casi è possibile avviare azioni legali anche all’estero, soprattutto all’interno dell’Unione Europea grazie ai regolamenti che disciplinano il riconoscimento delle decisioni giudiziarie.

Un decreto ingiuntivo italiano vale anche in altri Paesi UE?

Sì. Grazie al Regolamento UE 1215/2012 una decisione giudiziaria emessa in uno Stato membro può essere riconosciuta ed eseguita negli altri Paesi dell’Unione Europea.

È possibile pignorare un immobile all’estero?

Se il debitore possiede beni immobili in un altro Paese e il titolo giudiziario viene riconosciuto nello Stato estero, è possibile avviare procedure esecutive anche su tali beni.

Serve sempre un avvocato nel Paese estero?

Generalmente sì. Per procedere con l’esecuzione è necessario coinvolgere professionisti locali che conoscano la normativa e le procedure del Paese in cui si trova il debitore.

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